Se qualcuno mi chiedesse se questo romanzo mi sia piaciuto oppure no, la mia risposta sarebbe: a momenti.
Certo, devo dire che non è stato male, nel complesso; particolarmente, mi è piaciuto il fatto che sono tornati molti elementi presenti nei precedenti romanzi, il ché dimostra che la Row non ha lasciato quasi niente al caso.
C'è chi ha definito questo romanzo una fanfiction, ma francamente, non mi trovo molto d'accordo. Ormai, con tutte le fanfic che circolano su questo mondo, alcune scritte davvero bene, è normale che ci siamo tanto abituati a leggerle, che questo romanzo sembra una di esse; del resto, ci sono tanti romanzi che possono essere benissimo simil-fanfic. E poi, a dirla tutta, è stato più il sesto ad avermi dato l'impressione di una fanfic romantica: Hermione innamorata era qualcosa di inguardabil ee anche Ron non mi sembrava lui; la vicenda Harry-Ginny, idem. A questo proposito, devo dire che non ho capito da dove sia venuto fuori questo amore così forte nel ragazzo; che Ginny fosse cotta di Harry, era chiaro fin dall'inizio, ma la passione del giovane Sopravvissuto per la ragazza, devo ancora spiegarmela.
Tornando al libro, devo dire che le parti migliori sono state le battaglie: al Ministero, alla Gringott e ad Hogwarts; neanche la finale, con Voldemort, mi è piaciuta così tanto come la penultima citata; del resto, io l'ho sempre detto: Hogwarts NON era il luogo più pericoloso, perché là dentro c'erano amici e alleati di sempre.
Il personaggio più simile a se stesso, in questo libro, mi è parso Harry: con le sue manie a volte da "Voi non potete capire, solo io posso", a volte da eroe buono pronto ad aiutare tutti, diciamo che è quello che è rimasto più normale. Chi invece ha subito un drastico cambiamento è stato Paciock: ok, va bene che siamo nell'età della crescita, ma da essere un povero sfigato, a farla franca con i Mangiamorte, ne passa un po'. Per carità, la sua evoluzione mi è piaciuta, ma forse è stato troppo
Hermione, per fortuna, è tornata la solita, con il cervello a posto, sebbene nella parte in cui si parla dei Cimeli, l'avrei uccisa: non ci credi? E va beh, ma che ti costa provare? Del resto, il mantello esiste, no? Il bacio fra lei e Ron, mi devono spiegare da dove è uscito; non mi è parso un momento molto romantico, sebbene capisca che per lei il CREPA è davvero importante, e lui ha dimostrato di averlo capito.
Ron, in questo romanzo, è quello più umano, in fondo: ha dubbi, non è abituato ad una vita di vagabondaggi e per questo ne risente; è il sentimento che prova verso i suoi amici, a farlo risollevare e tornare sulla retta via.
Voldemort, invece, mi è parso instupidito: d'accordo, nel suo credersi perfetto, grande, e unico ha dimostrato di non tenere conto di come gli altri potessero raggiungerlo e superarlo, ma non accorgersi che Harry entrava nella sua mente quando gli pareva, non sentire che le parti della sua stessa anima venivano distrutti, non mi è sembrata poi una genialata da grande Signore del Male.
Tutti i dubbi invece sulla figura di Silente, mi sono davvero piaciuti; anche alla fine, ne emerge una persona che, nonostante sia diventato un grande mago, ha qualche scheletro nell'armadio e in fondo, è meglio così: non esiste una persona completamente buona, senza alcuna macchia.
I personaggi invece che ho preferito sono state la MacGranitt, la cui ironia è M E R A V I G L I O S A e Luna, che è e resterà sempre il mio mito: quella ragazza stralunata, è la più coraggiosa e determinata là in mezzo, a parer mio.
E poi c'è Piton. Oooook, su di lui se ne sono lette di tutti i colori; ci sono stati topic e topic, siti e siti che avevano avanzato l'ipotesi che fosse d'accordo con Silente e che l'abbia ucciso per sua volontà, quindi la cosa non mi ha sorpreso. Anzi, ci sono rimasta male perché la voce era giusta. Oh, beh, non che non avessi capito da sempre che fosse cotto di Lily (anche se non sapevo fossero amici): sin dalla scena in cui appariroono i Malandrini, io continuai a ripeterlo. Anche prima, io mi ero convinta che sarebbe morto per proteggere Harry, magari da un incantesimo di Voldemort; il fatto che non mi sia sbagliata di molto, mi ha dato una certa soddisfazione.
Un piccolo excursus anche sulle vittime. Sì, perché ci sono rimasta male per tutti, a cominciare da Edwige, a finire per il padre di Tonks. Per non parlare di Dobby, un personaggio che mi è sempre piaciuto tantissimo. Sulla morte di Lupin e consorte, non mi esprimo: ma dico, sono personaggi quasi principali, c'era bisogno di farli morire in questo modo?
L'unico di cui non mi è fregato niente è Tiger; Draco poi non merita neanche una menzione per il ruolo altamente inutile che ha svolto. Un po' mi spiace per lui, però.
Altamente inutile mi è parsa tutta la storia intorno alla spada: prima recuperata da Ron, poi restituita ai costruttori, poi ritrovata nel cappello Parlante... insomma, l'ha resa più complicata di quanto in realtà fosse. Parlando di morti, ci sono rimasta male che il Trio sia sopravvissuto. Ok, non voglio dire che sarei stata contenta se Ron ed Hermione fossero morti, per carità; però, ecco, a furia di leggere di "un probabile morto", alla fine del romanzo, mi sono detta "Beh? E nessuno dei due è morto?"
Parlando del finale, devo dire che mi ha lasciato perplessa una cosa: ma, Harry che nomina Sirius a destra e a manca e si strugge per la sua morte... perché non l'ha cagato di striscio quando ha scelto i nomi dei figli?
Nel complesso, un finale degno di un libro che in fondo vuol essere per ragazzi - perché il bene vince sul male -, ma che in alcuni punti avrebbe potuto essere reso meglio.